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A Theft Saul Bellow

A Theft

Saul Bellow

Published
ISBN : 9780436039638
109 pages
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 About the Book 

Avrei giurato che questo libro fosse una delle prime prove narrative di Saul Bellow. E invece no, si tratta di una delle ultime. Sono stata ingannata di nuovo dalla brevità della narrazione. E purtroppo non posso dirmi soddisfatta di questa brevità. Ne “La sparizione”, Bellow abbozza appena un personaggio femminile che presenta dei tratti simili a quelli, per esempio, di Mimi di “L’avventure di Augie March”. Mentre la Clara di “La sparizione” deve affrettarsi a svolgere tutta la sua crisi di identità in appena un centinaio di pagine, le altre donne di Bellow – come appunto Mimi – riescono a sviluppare tutta un’umanità pulsante e significativa in spazi narrativi ben più ampi. Gli spazi narrativi che si adattano meglio alle analisi psicologiche, sociali ed umane di Bellow sono quelli che non vanno sotto le trecento pagine.Quello che accade a Clara non è una sparizione ma un vero e proprio furto (e infatti il titolo originale è proprio “The theft”). Le viene rubato un anello, ma in realtà viene privata di ben altro. Clara sente la propria identità svanire, prova a ricrearla con voli funambolici della propria fantasia e forse della propria speranza: ha avuto molti mariti ma non ha mai sposato l’unico uomo che abbia mai amato- l’anello non è solo il simbolo di questo amore mai portato a termine, l’anello è la promessa che questo amore alla fine avverrà, è addirittura un’ancora di salvezza, un punto fisso intorno al quale Clara si muove. Insomma: Clara non può vivere senza anello perché la ragione della sua esistenza coincide con l’uomo che glielo ha regalato.Questo romanzo brevissimo è molto simile a “La resa dei conti”. Anche in questo caso, infatti, la protagonista si ritrova ad affrontare in pochissimo tempo una totale disamina della propria vita. In entrambi i casi avviene una vera e propria resa dei conti, ma in questo libro al femminile purtroppo la caduta psicologica non è resa con la stessa maestria. Ed è un peccato, perché Bellow con i personaggi femminili ci ha sempre saputo fare. Quanto avrei voluto una Clara Velde da 600 pagine! Sarebbe stata la compagna perfetta per Herzog o per Charlie Citrine. In ogni caso non ci si può solo lamentare di Bellow, bisogna sottolineare la sua bravura nelle indagini psicologiche, seppure brevi. In questo romanzetto, inoltre, predomina una sorta di vena satirico-umoristica che arricchisce l’archivio già bello ampio delle capacità narrative di questo autore, dei suoi stili.Insomma, un Bellow non al massimo ma sempre Bello-w.